Cos'è il tumore alla prostata?
Cenni di anatomia
La prostata è una ghiandola maschile che si trova al di sotto della vescica e davanti al retto; circonda l'uretra, il condotto che permette all'urina e al liquido seminale di fuoriuscire dal pene. Fa parte dell'apparato genitale maschile, insieme alle vescicole seminali, ampolle deferenziali, vasi deferenti, epididimi, testicoli e pene. Le dimensioni e la forma della ghiandola sono estremamente variabili: nell'uomo adulto ha la grandezza di una castagna. La prostata produce parte del fluido che trasporta gli spermatozoi durante l'eiaculazione. Inoltre, producendo zinco, ha un ruolo antibatterico, proteggendo l'uomo dalle infezioni delle vie urinarie.
Il tumore della prostata
l tumore della prostata è il tumore più comune nel sesso maschile. La sua incidenza è molto bassa sotto i 40 anni, ma aumenta progressivamente con l'aumentare dell'età. Le cause che favoriscono lo sviluppo del tumore prostatico non sono ancora del tutto conosciute, anche se fattori genetici, ambientali ed alimentari (dieta ipercalorica) sono sicuramente implicati. Il tumore maligno prostatico più comune è l'adenocarcinoma prostatico (Pca).Negli stadi iniziali l'adenocarcinoma prostatico è confinato alla ghiandola. Essendo generalmente caratterizzato da una crescita molto lenta, può restare asintomatico e non diagnosticato per anni; in alcuni casi, addirittura, non è in grado di alterare, anche se non curato, la qualità e la spettanza di vita del paziente. Alcuni tumori prostatici possono essere invece aggressivi e diffondersi velocemente ad altre parti del corpo (soprattutto a livello dei linfonodi e delle ossa): in questi casi una diagnosi precoce ed un trattamento adeguato possono risultare di vitale importanza. Se diagnosticati precocemente, inoltre, tali forme tumorali possono beneficiare di trattamenti più conservativi in modo da avere un effetto meno importante sulla qualità di vita futura dei pazienti.
I fattori che determinano il rischio di sviluppare il tumore prostatico non sono ben noti anche se alcuni di essi sono stati identificati. Tra cui la razza e la familiarità. Se un parente di primo grado ha tumore prostatico, il rischio si sviluppare una neoplasia prostatica è almeno raddoppiato mentre se due o più parenti di primo grado sono affetti, il rischio aumenta da 5 a 11 volte.
I pazienti con Pca ereditario, inoltre, sviluppano la malattia 6-7 anni prima anche se la malattia non differisce per le altre caratteristiche.
La frequenza dei tumori prostatici riscontrati autopticamente è la stessa nelle differenti parti del mondo. Quest'ultimo è in chiaro contrasto con l'incidenza del PCa clinicamente manifesto, che differisce grandemente nelle diverse aree geografiche, essendo più alta in USA e Nord Europa, bassa nel SudEst asiatico. Tuttavia se un uomo giapponese si trasferisce dal Giappone alle Hawaii, il suo rischio di sviluppare PCa aumenta; se si trasferisce in California il suo rischio aumenta ancor più, avvicinandosi al rischio dell'uomo americano.
Questi riscontri indicano che fattori esogeni incidono sul rischio di progressione dal cosiddetto PCa latente al PCa clinico. Fattori come dieta, comportamento sessuale, consumo di alcool, esposizione ai raggi ultravioletti e esposizione occupazionale sono stati oggetto di discussione per la loro importanza eziologica.
Fattori dietetici/nutrizionali che possono influenzare lo sviluppo della malattia includono l'apporto totale di energia, grassi assunti, carne cotta, micronutrienti e vitamine (carotenoidi, retinoidi, Vitamine C, D ed E), frutta e vegetali introdotti, minerali (calcio, seleno) e fito-estrogeni. Numerosi studi in corso stanno cercando di chiarire il ruolo di molti fattori di rischio e la possibilità di prevenire il tumore prostatico.
Da queste osservazioni sperimentali appare chiaro come Il tumore prostaticosia un potenziale candidato ideale per misure preventive esogene (come il tipo di dieta e/o la prevenzione farmacologica.
Concludendo, i fattori ereditari sono importanti nel determinare il rischio di sviluppare il tumore prostatico, mentre fattori esogeni possono avere un importante impatto su questo rischio. La domanda chiave è capire se c'è una sufficiente evidenza per raccomandare un particolare stile di vita (basso apporto di grassi animali e un aumento di apporto di frutta, cereali e vegetali) con lo scopo di ridurre il rischio di sviluppare un carcinoma prostatico.
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